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Villa Carnera

  • Viaggi
  • - 13 novembre 2017
    primo carnea mosaic

    Il Friuli, una delle regioni che ha dato importanti contributi al fenomeno migratorio iniziato alla fine del 1800, è anche la patria di Primo Carnera, “il gigante buono” che nel  1933 ha vinto il titolo mondiale dei pesi massimi. Sequals è il piccolo paese adagiato tra le colline moreniche e la pianura spilimberghese dove è nato il pugile.

    Scarpa numero 52 per 2.06 m di altezza, Carnera già alla nascita – l’anno era il 1906 – fa parlare di sé con i suoi, forse leggendari,  8 kg dichiarati. La sua storia inizia come quella di tanti emigrati in cerca di fortuna. Ancora ragazzino si fa subito notare per la sua presenza fisica e presto viene ingaggiato dall’impresario di un circo per dare spettacolo con numeri di lotta libera. Tre anni al seguito della carovana in giro per la Francia, il Paese che l’aveva adottato, e questa volta è l’ex campione dei pesi massimi francese che si accorge delle potenzialità del giovane e lo avvia al mondo della box. Il 1933 è l’anno che gli vale il titolo mondiale: il 29 giugno al Madison Square Garden mette al tappeto Jack Sharkey, americano di origine lituana. Detiene il titolo per un anno soltanto, ma tanto basta a confermare la sua leggenda. Carnera continuerà la sua carriera tra pugilato e lotta libera sino alla fine degli anni Cinquanta.

    La storia di Primo Carnera ha fatto il giro del mondo lasciando oggi tracce importanti nella splendida Villa di Sequals, la casa dove il pugile ha vissuto a periodi alterni tra gli anni Trenta e Sessanta e dove è tornato definitivamente nel 1967 poco prima di morire. Si tratta di un gioiello Liberty che mixa eccellenza artigianale italiana, cultura anglosassone e progresso tecnologico importato direttamente dagli U.S.A. di metà secolo scorso.

    La Villa si compone di due corpi, accanto a quello principale vi è l’edificio più piccolo che ospita ancora oggi la palestra dell’atleta. Il mosaico che ne sovrasta l’ingresso e riporta il proverbio “Mens sana in corpore sano” è testimonianza di quell’arte antica che nella vicina Spilimbergo vive ancora grazie alla celeberrima scuola. All’interno è rimasto il ring (con pali e corde dell’epoca) e alle pareti vi sono scatti della vita di attore e manifesti pubblicitari che ritraggono Carnera in tutta la sua forza (uno su tutti quello della macchina da cucire Necchi, di cui era diventato testimonial). Entrando dall’ingresso della Villa i pavimenti mostrano subito la loro bellezza: questa zona del Friuli è infatti famosa per l’arte del mosaico anche grazie alle tecniche di realizzazione del “terrazzo alla veneziana” e del “seminato veneto”, che sono state esportate in tutto il mondo.

    I simboli, che ricordano la vita di Carnera e la propaganda Fascista che ne aveva fatto un eroe (l’alloro per la vittoria, il pugno), si rincorrono lungo le cornici che accompagnano i passaggi da una stanza all’altra; l’ingresso nel salone principale avviene poi attraverso vere e proprie porte scorrevoli ante litteram, un’innovazione che nelle case dei friulani arriverà solo negli anni Ottanta. E ancora il salotto all’inglese con bowindow per ricevere gli ospiti, gli affreschi delle carte geografiche delle città dove Carnera ha combattuto e vinto, la grande scalinata che porta al primo piano dove si trovano le camere da letto: tutta la Villa continua oggi a celebrare il ricordo del “gigante buono”.

    Se oggi è possibile ripercorrere da vicino la vita di questo personaggio che ha lasciato traccia di sé nella storia del pugilato è anche grazie ai contributi della Regione Friuli e all’impegno del Comune di Sequals che nel 2000 ha riacquistato la Villa. Oggi, dopo i restauri del 2005, è tornata agli antichi fasti ed è possibile visitarla grazie alle guide volontarie che ne raccontano la storia con passione.

    Il paese natale di Carnera ha inoltre deciso di commemorare il pugile con un torneo di boxe che ha luogo ogni anno in Luglio e che porta il suo nome. Un altro buon motivo per fare visita a questo meraviglioso e segreto angolo di Friuli.

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