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Surfer’s Den

  • Cultura
  • Moda
  • - 24 giugno 2016
    Surf---Max-Rommel---orizzontale_ALCE_50

    Nella Milano grigia e caotica di sempre, in una zona situata tra il centro e la periferia sorge Surfer’s Den, letteralmente “la tana dei surfisti”, un piccolo paradiso per surfisti dove ritrovare quello spirito tipico da località di mare e onde, spiagge e relax, sport e amici, passione e libertà.
    Un piccolo ingresso per ritrovarsi all’interno di un giardino, qualche tavola da surf sul prato, altre appoggiate al muro, un piccolo gabbiotto di legno dove ascoltare musica, ballare, bersi un drink in buona compagnia e farsi una partita a bigliardino. Poco più in là, il bar dove sorseggiare un cocktail tra una risata e una nuova conoscenza.
    Curiosa è anche la Tiki Hut, la capanna con decorazioni vintage dedicata alle divinità polinesiane del surf, sotto la cui veranda si può oziare stando seduti su sdraio e poltroncine. La clientela è giovane e molto variegata: qui ognuno è quel che si sente di essere senza troppe formalità. Si parla, si socializza e ci si sente a proprio agio anche se non si è surfisti.
    Surfer’s Den Club nasce il 19 novembre del 1999 alle 19 con lo scopo di dare un punto di incontro ai surfer milanesi ed un riferimento a chi volesse iniziare a surfare mettendo a disposizione materiale divulgativo, surfboard e scuola di surf.
    Il Den, come viene chiamato dai frequentatori, diventa presto un punto di riferimento anche per la scena punk, garage e r’n’r milanese e viene frequentato da illustratori, designer, giornalisti, scrittori creando un continuo fermento culturale unico.
    Fornire agli associati surfboard bellissimi e di ottima qualità a prezzi accessibili è una delle prime esigenze alla nascita del club. Fedeli al motto “Hi quality, Lo price Hi life” in pochi anni i Surfer’s Den Daily Surfboards escono presto dai confini lombardi e arrivano sulle coste italiane distinguendosi per l’alta qualità dei materiali impiegati, lo shaping interamente artigianale e le grafiche colorate sempre innovative nella tradizione. Tutto questo è stato possibile e realizzabile grazie alla professionalità, l’ingegno, la fantasia e la passione di diversi designer affermati e la loro collaborazione con Francesco Aldo Fiorentino, detto Franz, proprietario del Surfer’s Den, che  ha partecipato poco tempo fa a un progetto con Giulio Iacchetti e Matteo Ragni presentando Surf – o Morph, nome della linea che rimanda alle sagome di tre importanti abitanti dell’oceano. Sono infatti  tre tavole da surf per esperti di  onde che ripropongono la morfologia di un’orca, di un delfino e di uno squalo. Morfologia rispettata anche nelle pinne direzionale delle tavole che riprendono le pinne caudali dei rispettivi animali. Il blank, ovvero il corpo delle tavole,  è stato realizzato in EPS e vetro – resinato da Sebastiano Lang.
    Tutto nasce dall’idea di industrializzare la prima fase della realizzazione della tavola: laddove interveniva la mano dell’uomo a sagomare un blocco di schiuma poliuretanica, Giulio Iacchetti introduce una fresa a controllo numerico che scolpisce la materia secondo le forme dettate da un file 3D. Forme che nella fattispecie sono quelle di tre animali marini: ricordate non solo nella silhouette di tavola e pinne ma anche nei colori che virano su un’unica tonalità di grigio, bianco e nero, contrapponendosi per scelta all’acceso cromatismo dell’estetica ‘tiki’. Il processo torna a essere manuale nella fase di levigazione e vetroresinatura: è qui che entrano in gioco gli ‘shapers’, che con olio di gomito conferiscono alla tavola la finitura ideale per renderla performante e resistente.  Un processo ibrido condiviso da Iacchetti, dove è giusto delegare alle macchine quelle lavorazioni che, fatte meccanicamente, risultano più precise e anche più economiche accanto alla mano dell’uomo che deve intervenire dove ha la sua massima valorizzazione ed è in grado di attribuire un valore aggiunto.

    Oggi però ciò che viene proposto al Sufer’s Den sono due tavole da surf e 4 skate.
    Appoggiate sul prato, due tavole da surf, uniche nel loro genere; la Palkè, arricchita con un’impiallacciatura di legno Alpi e con un texture disegnato da Matto Ragni e shapeate da Franz e Gianmaria Cattani, titolare di Float Surfboards.
    L’altra invece è un mini – simmons con pattern ideato da  Giulio Iacchetti, realizzata da Antonio Aguirre Chavez shaper di Surfer’s Den e Black Magic Sufboard, due brand che si sono uniti nel 2014, anno in cui la produzione viene divisa in surfboard classici (longboard, mal egg ecc) e surfboard performanti (shortboard).
    Di fronte all’ingresso del Den invece, disposti uno a fianco all’altro, i tre skate: Moai di Matteo Ragni, Alu di Mario Scairato ed Exoteric di Franz.
    Tutte e tre le tavole sono composte da materiali simili anche se le forme e le superfici sono differenti, come d’altronde lo sono i background e l’età dei tre designer.

    Nella parte superiore, le tre tavole sono composte da una struttura incrociata in multistrato da mogano sapelli e frassino estremamente resistente mentre il fondo in alluminio e lo strato superficiale in legno multi laminare Alpi non verniciato ma solamente trattato con olio protettivo permettono una maggiore manutenzione e protezione contro lo sporco e i raggi uv.
    Le tavole hanno un concave, che attribuisce allo skate una forma particolare per far sì che il piede dello skater aderisca meglio; sono questi gli accorgimenti che rendono possibile la realizzazione di un oggetto dove design e funzionalità si uniscono.
    A fianco ai tre skate, sul parto all’entrata del Den, vengono esposti anche i trucks e le ruote, modelli creati dall’ artigiano valtellinese Schia, che le realizza con tecnica cnc, partendo da un solo blocco.
    Il materiale utilizzato è l’ ergal, lega di alluminio e zinco, utilizzato anche nel settore dell’aeronautica perché molto resistente.
    Questi tre longboard, senza grip, con ruote più grandi e senza naso e coda sono stati ideati per lo skate di strada, non tanto per quello da rampa.

    Lo Skate Buscuit colorato e appoggiato a una bici messa a nuovo da Mauro Valletta, esperto decoratore di oggetti e pareti è una creazione di Giulio Iacchetti che afferma:  “ Non si smette mai di essere bambini”. Lo Skate Biscuit è composto da un multistrato di betulla russa sagomato con macchina cnc (computer numerical control) e 3D, lo skateboard mini cruiser è la reinterpretazione del biscotto Plasmon sia dalla scritta sul top del deck che dalla trama specifica del pattern sul bottom.
    Ed è così, che le tavole, destinate a solcare onde o cemento da strada riescono ad unire gente proveniente da background diversi, che ascoltando un po’ di musica e sorseggiando un drink, tra una conoscenza e un’amicizia, possono finalmente ricordare e sognare quella passione e quella libertà che solo una tavola può dare loro, in quel piccolo rifugio per surfisti che si nasconde nella Milano di tutti i giorni.

    Nella Milano grigia e caotica di sempre, in una zona situata tra il centro e la periferia sorge Surfer’s Den, letteralmente “la tana dei surfisti”, un piccolo paradiso per surfisti dove ritrovare quello spirito tipico da località di mare e onde, spiagge e relax, sport e amici, passione e libertà.
    Un piccolo ingresso per ritrovarsi all’interno di un giardino, qualche tavola da surf sul prato, altre appoggiate al muro, un piccolo gabbiotto di legno dove ascoltare musica, ballare, bersi un drink in buona compagnia e farsi una partita a bigliardino. Poco più in là, il bar dove sorseggiare un cocktail tra una risata e una nuova conoscenza.
    Curiosa è anche la Tiki Hut, la capanna con decorazioni vintage dedicata alle divinità polinesiane del surf, sotto la cui veranda si può oziare stando seduti su sdraio e poltroncine. La clientela è giovane e molto variegata: qui ognuno è quel che si sente di essere senza troppe formalità. Si parla, si socializza e ci si sente a proprio agio anche se non si è surfisti.
    Surfer’s Den Club nasce il 19 novembre del 1999 alle 19 con lo scopo di dare un punto di incontro ai surfer milanesi ed un riferimento a chi volesse iniziare a surfare mettendo a disposizione materiale divulgativo, surfboard e scuola di surf.
    Il Den, come viene chiamato dai frequentatori, diventa presto un punto di riferimento anche per la scena punk, garage e r’n’r milanese e viene frequentato da illustratori, designer, giornalisti, scrittori creando un continuo fermento culturale unico.
    Fornire agli associati surfboard bellissimi e di ottima qualità a prezzi accessibili è una delle prime esigenze alla nascita del club. Fedeli al motto “Hi quality, Lo price Hi life” in pochi anni i Surfer’s Den Daily Surfboards escono presto dai confini lombardi e arrivano sulle coste italiane distinguendosi per l’alta qualità dei materiali impiegati, lo shaping interamente artigianale e le grafiche colorate sempre innovative nella tradizione. Tutto questo è stato possibile e realizzabile grazie alla professionalità, l’ingegno, la fantasia e la passione di diversi designer affermati e la loro collaborazione con Francesco Aldo Fiorentino, detto Franz, proprietario del Surfer’s Den, che  ha partecipato poco tempo fa a un progetto con Giulio Iacchetti e Matteo Ragni presentando Surf – o Morph, nome della linea che rimanda alle sagome di tre importanti abitanti dell’oceano. Sono infatti  tre tavole da surf per esperti di  onde che ripropongono la morfologia di un’orca, di un delfino e di uno squalo. Morfologia rispettata anche nelle pinne direzionale delle tavole che riprendono le pinne caudali dei rispettivi animali. Il blank, ovvero il corpo delle tavole,  è stato realizzato in EPS e vetro – resinato da Sebastiano Lang.
    Tutto nasce dall’idea di industrializzare la prima fase della realizzazione della tavola: laddove interveniva la mano dell’uomo a sagomare un blocco di schiuma poliuretanica, Giulio Iacchetti introduce una fresa a controllo numerico che scolpisce la materia secondo le forme dettate da un file 3D. Forme che nella fattispecie sono quelle di tre animali marini: ricordate non solo nella silhouette di tavola e pinne ma anche nei colori che virano su un’unica tonalità di grigio, bianco e nero, contrapponendosi per scelta all’acceso cromatismo dell’estetica ‘tiki’. Il processo torna a essere manuale nella fase di levigazione e vetroresinatura: è qui che entrano in gioco gli ‘shapers’, che con olio di gomito conferiscono alla tavola la finitura ideale per renderla performante e resistente.  Un processo ibrido condiviso da Iacchetti, dove è giusto delegare alle macchine quelle lavorazioni che, fatte meccanicamente, risultano più precise e anche più economiche accanto alla mano dell’uomo che deve intervenire dove ha la sua massima valorizzazione ed è in grado di attribuire un valore aggiunto.

    Oggi però ciò che viene proposto al Sufer’s Den sono due tavole da surf e 4 skate.
    Appoggiate sul prato, due tavole da surf, uniche nel loro genere; la Palkè, arricchita con un’impiallacciatura di legno Alpi e con un texture disegnato da Matto Ragni e shapeate da Franz e Gianmaria Cattani, titolare di Float Surfboards.
    L’altra invece è un mini – simmons con pattern ideato da  Giulio Iacchetti, realizzata da Antonio Aguirre Chavez shaper di Surfer’s Den e Black Magic Sufboard, due brand che si sono uniti nel 2014, anno in cui la produzione viene divisa in surfboard classici (longboard, mal egg ecc) e surfboard performanti (shortboard).
    Di fronte all’ingresso del Den invece, disposti uno a fianco all’altro, i tre skate: Moai di Matteo Ragni, Alu di Mario Scairato ed Exoteric di Franz.
    Tutte e tre le tavole sono composte da materiali simili anche se le forme e le superfici sono differenti, come d’altronde lo sono i background e l’età dei tre designer.

    Nella parte superiore, le tre tavole sono composte da una struttura incrociata in multistrato da mogano sapelli e frassino estremamente resistente mentre il fondo in alluminio e lo strato superficiale in legno multi laminare Alpi non verniciato ma solamente trattato con olio protettivo permettono una maggiore manutenzione e protezione contro lo sporco e i raggi uv.
    Le tavole hanno un concave, che attribuisce allo skate una forma particolare per far sì che il piede dello skater aderisca meglio; sono questi gli accorgimenti che rendono possibile la realizzazione di un oggetto dove design e funzionalità si uniscono.
    A fianco ai tre skate, sul parto all’entrata del Den, vengono esposti anche i trucks e le ruote, modelli creati dall’ artigiano valtellinese Schia, che le realizza con tecnica cnc, partendo da un solo blocco.
    Il materiale utilizzato è l’ ergal, lega di alluminio e zinco, utilizzato anche nel settore dell’aeronautica perché molto resistente.
    Questi tre longboard, senza grip, con ruote più grandi e senza naso e coda sono stati ideati per lo skate di strada, non tanto per quello da rampa.

    Lo Skate Buscuit colorato e appoggiato a una bici messa a nuovo da Mauro Valletta, esperto decoratore di oggetti e pareti è una creazione di Giulio Iacchetti che afferma:  “ Non si smette mai di essere bambini”. Lo Skate Biscuit è composto da un multistrato di betulla russa sagomato con macchina cnc (computer numerical control) e 3D, lo skateboard mini cruiser è la reinterpretazione del biscotto Plasmon sia dalla scritta sul top del deck che dalla trama specifica del pattern sul bottom.
    Ed è così, che le tavole, destinate a solcare onde o cemento da strada riescono ad unire gente proveniente da background diversi, che ascoltando un po’ di musica e sorseggiando un drink, tra una conoscenza e un’amicizia, possono finalmente ricordare e sognare quella passione e quella libertà che solo una tavola può dare loro, in quel piccolo rifugio per surfisti che si nasconde nella Milano di tutti i giorni.

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